23/03/2011
Saucony Progrid Kinvara
La
Saucony, nota per l'elevata qualità dei suoi modelli
Running, ha messo in cantiere una scarpa rivoluzionaria la Kinvara. Intimorisce un po' perché quando si legge il peso si tende a non considerarla come una scelta possibile. Pesa come una
A1Salomon, una superleggera che solo i corridori più forti si possono permettere, ma ammortizza come una
A2. Se si corre al di sotto dei quattro minuti al chilometro, si possono usare per distanze fino alla mezza maratona.
Caratteristiche tecniche
Le Saucony Progrid Kinvara non hanno solo il peso in comune con le scarpe da gara, ma anche un dislivello tra tallone e avampiede che è minimo. Sono solo quattro, infatti, i millimetri di differenza. La parte inferiore dell'intersuola in gomma EVA+ ha una conformazione particolare e una serie di tacchetti leggermente sporgenti, che svolgono un'efficace azione ammortizzante con la loro compressione. In corrispondenza di queste “tacchette”e solo dove occorre è stata usata la mescola antiabrasione al carbonio XT-900, cosa che comporta una sensibile riduzione del peso. La stessa cosa è stata fatta per la tomaia: uno scheletro in materiale sintetico tiene fascia il collo del piede, sempre materiale sintetico contorna il puntale, e il resto è composto da un tessuto semitrasparente e leggerissimo. Ai piedi danno una sensazione di libertà incredibile. Il sistema ammortizzante di Saucony, il Progrid, è presente nella sua variante “lite” nella parte posteriore. Sembra di essere a piedi scalzi. Che Runner's World la indichi come la miglior debuttante per il 2010 non stupisce affatto. Tutto questo in soli 225 grammi.
Caratteristiche estetiche
Anche il look delle Saucony Progrid Kinvara non è di quelli più comuni e diverse sono le varianti proposte, sempre coloratissime. Ci sono con tomaia bianca, inserti di colore nero e suola lime; con gli stessi colore nella parte superiore e suola rossa; oppure con suola bianca e tomaia arancione o giallo limone.
Profilo atleta
Due sono gli approcci alle Saucony Progrid Kinvara: quello americano che, sull'onda della passione per il barefoot running, le propone per ogni tipo di utilizzo (allenamenti e gare); più prudente e consigliato quello nostrano, che le considera una scarpa intermedia ben ammortizzata da usare seguendo il solito criterio, che vuole che vengano usate in allenamento dagli atleti leggeri e veloci e in gara dagli altri, purché corrano al di sotto dei 4' al chilometro. In entrambi i casi, dato che è una scarpa veramente poco strutturata, occorre lasciar adattare gradualmente la muscolatura al loro utilizzo.
Giudizio sintetico
Non ci sono dubbi sul carattere innovativo di queste intermedie davvero molto ammortizzate in relazione al peso (225 grammi) che è quello di una superleggera. Hanno solo quattro millimetri di dislivello tra tallone e avampiede e in tutte le sue parti sono state alleggerite al massimo. Veloce e reattiva, è indicata per gare fino alla mezza maratona di chi ha ritmi di percorrenza al di sotto dei quattro minuti al chilometro. Essendo poco strutturate, è prudente calzarle con gradualità per far adattare la muscolatura.
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